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Dove si Buttano i Bicchieri Compostabili (e Altri Prodotti Biodegradabili)

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Capire dove si buttano i bicchieri di carta, di plastica o compostabili è una delle domande più frequenti sulla raccolta differenziata. La risposta non è univoca: dipende dal materiale, dal rivestimento e dalla presenza (o assenza) di una certificazione di compostabilità. Sbagliare conferimento significa contaminare l’organico o mandare in discarica materiale recuperabile. In questa guida Paluplus ti spieghiamo da esperti del settore packaging come riconoscere ogni tipologia di bicchiere e dove conferirla correttamente, con un occhio anche alla normativa europea SUP che ha rivoluzionato il mercato del monouso.

Dove si buttano i bicchieri di carta tradizionali

Iniziamo da un equivoco molto comune: il classico bicchiere di carta del caffè o delle macchinette automatiche NON va nella carta. La maggior parte dei bicchieri “di carta” tradizionali è infatti rivestita all’interno con uno strato sottile di polietilene (PE) che li rende impermeabili ai liquidi. Questo accoppiato carta+plastica:

  • Non può essere riciclato nella raccolta della carta (contamina il flusso).
  • Non è compostabile (il PE è plastica vergine).
  • Va conferito nell’indifferenziato (residuo secco non riciclabile).

Diverso il caso dei bicchieri in cartoncino certificato compostabile, in cui il rivestimento interno è in bioplastica PLA o in patinatura compostabile a base d’acqua: questi sì possono essere conferiti nell’umido.

Attenzione: se il bicchiere non riporta alcuna indicazione di compostabilità e non ha simboli specifici, considera per default che vada nell’indifferenziato. È l’errore più comune nella raccolta differenziata domestica.

Dove si buttano i bicchieri compostabili

I bicchieri bio compostabili vanno conferiti nella raccolta dell’umido (frazione organica), dove verranno avviati a impianti di compostaggio industriale insieme agli scarti di cucina. Il vantaggio? In 12 settimane si trasformano in compost utile per l’agricoltura, senza generare rifiuti residui.

Le due famiglie principali di bicchieri compostabili

Bicchieri in PLA

Il PLA (acido polilattico) è una bioplastica derivata da amido di mais o canna da zucchero. Trasparente come la plastica tradizionale, è adatto a bevande fredde e, in alcune versioni, anche calde fino a 40°C.

Bicchieri in cartoncino bio

Cartoncino certificato con rivestimento interno in PLA o patinatura bio. Resistente al caldo, è perfetto per caffè, tè e bevande calde. Va sempre conferito nell’umido, non nella carta.

Bicchieri in polpa di cellulosa

Realizzati con fibre vegetali stampate, completamente compostabili e biodegradabili. Robusti, opachi, ideali per bevande tiepide e fredde.

Bicchieri in bagassa

Derivati dagli scarti della lavorazione della canna da zucchero. Naturalmente impermeabili, robusti e compostabili in impianto industriale entro 90 giorni.

Dove si buttano piatti e posate biodegradabili

La logica per piatti, posate e altre stoviglie compostabili è la stessa dei bicchieri: tutto ciò che è certificato compostabile va nell’umido, ciò che è in plastica tradizionale va nella raccolta plastica, ciò che è composito non riciclabile va nell’indifferenziato.

  • Piatti in polpa di cellulosa, foglia di palma, bagassa: umido.
  • Piatti in cartoncino con rivestimento compostabile: umido.
  • Posate biodegradabili in PLA, legno o bambù: umido.
  • Cannucce biodegradabili in carta, PLA o bambù: umido. Per la gamma completa vedi le cannucce bio Paluplus.
  • Stoviglie monouso in legno (palette, mestoli, vaschette): umido. Vedi la linea monouso in legno.
  • Piatti e posate in plastica tradizionale: raccolta plastica.

Queste stoviglie sono ormai standard nel settore Ho.Re.Ca. (hotel, ristoranti, catering) e negli eventi pubblici, grazie alla normativa europea e a prezzi sempre più accessibili anche per l’uso domestico. Se vuoi approfondire, leggi anche la guida Paluplus su stoviglie biodegradabili e compostabili: le differenze.

Plastica compostabile (PLA, Mater-Bi): dove va

La plastica compostabile è una bioplastica certificata che, pur somigliando alla plastica tradizionale, ha origine vegetale e proprietà completamente diverse a fine vita. Le principali sono:

  • PLA (acido polilattico): trasparente, derivato da mais o canna da zucchero. Usato per bicchieri, posate, contenitori finger food, film alimentari.
  • Mater-Bi®: bioplastica italiana sviluppata da Novamont, derivata da amidi vegetali e oli non OGM. Usata soprattutto per shopper, sacchetti compostabili e film.
  • PHA, CPLA, bagassa: altre bioplastiche emergenti con caratteristiche simili.

Tutte queste bioplastiche, se certificate UNI EN 13432, vanno conferite nell’umido e non nella plastica tradizionale. Lo stesso vale per shopper compostabili e rotoli bio per ortofrutta.

Consiglio Paluplus: le regole di conferimento possono variare leggermente da Comune a Comune. Verifica sempre sul portale del tuo servizio di igiene urbana o sull’app del gestore (es. Junker, Il Rifiutologo) prima del conferimento, soprattutto per il PLA in città dove il compostaggio industriale non è ancora attivo.

Biodegradabile vs compostabile: la differenza che molti sbagliano

I termini “biodegradabile” e “compostabile” sembrano sinonimi ma indicano caratteristiche tecniche e tempi di smaltimento molto diversi. Capirne la differenza è il primo passo per fare correttamente la differenziata.

Caratteristica Biodegradabile Compostabile
Definizione Si decompone per azione di microrganismi naturali È anche biodegradabile, ma in condizioni controllate produce compost
Tempo di degradazione ≥90% in 6 mesi (norma UE) Disintegrazione ≥90% in 12 settimane (UNI EN 13432)
Ambiente Qualsiasi ambiente naturale Impianto di compostaggio industriale
Residui Può lasciare frammenti Si trasforma in CO₂, acqua e biomassa fertile
Smaltimento corretto Dipende dal materiale (spesso indifferenziato) Umido / organico
Certificazione Nessuna normativa univoca UNI EN 13432, OK Compost, Seedling

Regola d’oro: tutto ciò che è compostabile è anche biodegradabile, ma il contrario non è vero. Solo i prodotti certificati compostabili possono essere conferiti nell’umido in sicurezza.

Come riconoscere i bicchieri compostabili: le certificazioni che contano

L’unico modo per essere sicuri della compostabilità di un bicchiere o di una stoviglia è verificare i marchi di certificazione stampati sul prodotto o sulla confezione. I principali a livello europeo e internazionale:

UNI EN 13432

Standard europeo che certifica la compostabilità in impianto industriale. È il riferimento normativo italiano per i sacchetti e le stoviglie compostabili.

OK Compost INDUSTRIAL

Certificazione rilasciata da TÜV Austria: garantisce compostabilità in impianti industriali ad alta temperatura.

OK Compost HOME

Versione più rigorosa: il prodotto si composta anche nella compostiera domestica, a temperatura ambiente, entro 12 mesi.

Seedling (pianticella)

Logo internazionale gestito da European Bioplastics: indica conformità a EN 13432. È il simbolo verde con la pianticella bianca stilizzata.

Prima dell’acquisto verifica sempre la presenza di almeno uno di questi marchi e l’idoneità a bevande calde se necessario (alcuni bicchieri in PLA si deformano oltre i 40°C; per il caffè servono PLA “high heat” o cartoncino bio).

La Direttiva SUP e il futuro del monouso

Dal 14 gennaio 2022 è in vigore in Italia la Direttiva Europea SUP — Single-Use Plastics (UE 2019/904), recepita con il D.Lgs. 196/2021. La normativa vieta la commercializzazione di una serie di articoli monouso in plastica tradizionale:

  • Posate, piatti e cannucce in plastica monouso.
  • Cotton-fioc in plastica.
  • Aste per palloncini in plastica.
  • Contenitori per alimenti in polistirene espanso.
  • Bicchieri in polistirene espanso.

Per i locali Ho.Re.Ca. e i catering questo significa passare obbligatoriamente a stoviglie biodegradabili e compostabili certificate. Per approfondire l’impatto della SUP sul mondo dell’eco-packaging, leggi anche stoviglie e bicchieri eco-sostenibili e perché scegliere i bicchieri biodegradabili.

Tabella riassuntiva: dove si buttano bicchieri, piatti e posate

Tipologia Materiale Dove buttarlo
Bicchiere caffè automatico Cartoncino + rivestimento PE Indifferenziato
Bicchiere in cartoncino certificato Cartoncino + PLA / patinatura bio Umido
Bicchiere PLA trasparente Bioplastica PLA Umido
Bicchiere bagassa o polpa di cellulosa Scarti vegetali Umido
Bicchiere monouso in plastica tradizionale PP / PS Plastica
Bicchiere monouso in polistirene espanso EPS Vietato dal 2022 (SUP)
Piatti e posate biodegradabili certificati PLA, legno, bambù, cellulosa Umido
Posate in plastica tradizionale PS / PP Vietato dal 2022 (SUP)
Cannucce di carta o PLA Carta / bioplastica Umido
Shopper compostabile certificato Mater-Bi, PLA Umido (anche come sacchetto raccolta organico)

Consiglio Paluplus: per il consumatore distratto la regola pratica è “se è certificato compostabile → umido, se è plastica tradizionale → plastica, in tutti gli altri casi dubbi → indifferenziato”. Per approfondire come gestire correttamente la raccolta differenziata in casa, leggi anche la guida ai sacchi per la raccolta differenziata.

Le soluzioni eco-friendly Paluplus

Paluplus, attraverso lo store paluplus.it, propone una linea completa di stoviglie monouso biodegradabili e compostabili certificate UNI EN 13432 e OK Compost: bicchieri in PLA e cartoncino bio, piatti in polpa di cellulosa, posate in legno e bambù, cannucce compostabili, shopper bio, rotoli per ortofrutta e contenitori per asporto. Tutti i prodotti sono pensati per bar, ristoranti, catering e privati che vogliono ridurre l’impatto ambientale del monouso senza rinunciare a praticità e qualità.

Per approfondire le differenze tra le varie linee disponibili, leggi anche la guida Paluplus su piatti biodegradabili e bicchieri bio.

Pronto a passare alle stoviglie bio?

Scopri il catalogo Paluplus dedicato a bicchieri, piatti, posate e cannucce biodegradabili: prodotti certificati UNI EN 13432, conformi alla normativa SUP, con sconti quantità per professionisti e spedizione rapida in tutta Italia.

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Domande Frequenti sullo Smaltimento dei Bicchieri

Dove si buttano i bicchieri di carta del caffè?

I classici bicchieri di carta del caffè e delle macchinette automatiche vanno nell’indifferenziato (residuo secco), perché hanno un rivestimento interno in polietilene che li rende non riciclabili nella carta e non compostabili. Solo i bicchieri in cartoncino con rivestimento bio certificato compostabile possono andare nell’umido.

Dove si buttano i bicchieri compostabili?

I bicchieri compostabili certificati UNI EN 13432 (in PLA, cartoncino bio, polpa di cellulosa o bagassa) vanno conferiti nella raccolta dell’umido (frazione organica). Negli impianti di compostaggio industriale si trasformano in compost in circa 12 settimane, insieme agli scarti di cucina.

Qual è la differenza tra biodegradabile e compostabile?

Biodegradabile significa che il materiale si decompone naturalmente in almeno 6 mesi grazie a microrganismi. Compostabile è una sottocategoria più rigorosa: oltre a biodegradarsi, si disintegra in 12 settimane in impianto industriale producendo compost fertile, conformemente alla norma UNI EN 13432. Tutto ciò che è compostabile è biodegradabile, ma non viceversa.

Come riconoscere se un bicchiere è davvero compostabile?

Cerca sul prodotto o sulla confezione i marchi UNI EN 13432, OK Compost INDUSTRIAL, OK Compost HOME (TÜV Austria) o il logo Seedling (pianticella) di European Bioplastics. In assenza di certificazioni riconosciute non considerare il prodotto compostabile, anche se la confezione lo dichiara genericamente “eco” o “green”.

La plastica compostabile (PLA) si butta nella plastica?

No, è uno degli errori più frequenti. Le bioplastiche compostabili come PLA e Mater-Bi vanno conferite nell’umido, non nella plastica tradizionale. I due flussi di rifiuti seguono processi di trattamento completamente diversi: la plastica viene riciclata, l’umido viene avviato al compostaggio industriale.

Dove si buttano piatti e posate biodegradabili?

Piatti in polpa di cellulosa, foglia di palma, cartoncino bio e posate in PLA, legno o bambù vanno tutti nella raccolta dell’umido, purché certificati compostabili. Se invece sono in plastica tradizionale (PS, PP), oggi sono vietati dalla Direttiva SUP per uso monouso e in passato andavano nella plastica.

Cosa prevede la Direttiva SUP sulle stoviglie monouso?

La Direttiva UE 2019/904 (SUP — Single-Use Plastics), recepita in Italia dal 14 gennaio 2022 con il D.Lgs. 196/2021, vieta la commercializzazione di posate, piatti, cannucce, cotton-fioc, aste per palloncini, bicchieri e contenitori in polistirene espanso in plastica monouso. Bar, ristoranti, catering ed eventi devono utilizzare alternative in materiali biodegradabili o riutilizzabili.